Fabrizio Binacchi

Giornalista e conduttore televisivo - 16 novembre 2015

Il secondo Incontro con ospite del corso JUMP ha visto come invitato il Direttore Generale della RAI per l'Emilia Romagna: il Dottor Fabrizio Binacchi, già relatore di un precedente incontro nella nostra Residenza. Anche questa volta non ha tradito le aspettative e ha proposto un argomento di grande impatto in cui ha delineato, facendoci attivi partecipanti, i temi e le parole chiave della comunicazione giornalistica da un lato, e il ruolo di noi giovani ricercatori: organizzatori di segni e negoziatori di significato dall'altro. Analizzando una variegata lista di termini come “crescere”, “cuore”, “condividere”, “comparare” e “cogliere” il panorama della discussione si è ampliato; la domanda che ci spinge a comprendere il significato di queste parole apparentemente comuni è: come strutturare le nostre competenze per vincere le sfide del futuro? È risultato che ognuno di noi è fonte di notizie e deve trovare il modo, attraverso una storia avvincente, di tradursi agli altri. Essendo mediatori di ogni comunicazione noi classifichiamo e interpretiamo e il miglior modo di rivolgersi agli altri è l'adattabilità attiva, una ricetta contenente flessibilità, competenze, armonia.Il Dottor Binacchi ci ha resi parte della sua carriera personale e dei momenti che più lo hanno colpito nella sua attività giornalistica, tra cui la sua intervista con Papa Giovanni Paolo II – di cui ricorda lo sguardo mistico e penetrante – l'8 dicembre in Piazza di Spagna e il commento in onda della consegna delle stelle al merito durante la quale il Presidente della Repubblica F. Cossiga si è rivolto a lui. Le notizie più belle sono stati l'annuncio della liberazione di Cesare Casella da parte dei rapitori, e nell'89 la caduta del Muro di Berlino (in questa occasione la sua telecronaca ha raggiunto un record di 21 milioni di telespettatori). Nello stesso anno ha dovuto però anche commentare in onda l'esecuzione del dittatore rumeno Ceausesco, uno dei momenti più tristi vissuti in RAI. Grazie alle numerose domande l'incontro si è concluso con una riflessione sullo sviluppo dei mezzi della comunicazione giornalistica e sull'etica dell'essere giornalisti in Italia e nel Mondo oggi.