Marina Innocenti

Responsabile laboratorio di ricerca e sviluppo,  4 aprile 2011.

Marina Innocenti si laurea in Ingegneria elettronica presso l'Università degli Studi di Bologna con una tesi in microelettronica e bioingegneria su modelli dei sistemi biologici riferiti alla dialisi. La passione per la microelettronica la spinge a candidarsi in aziende di questo settore, ma le circostanze la portano a lavorare per una azienda della Biomedical Valley a Medolla.

Nata dall’inventiva di un farmacista del mirandolese che inizia a produrre dispositivi per la dialisi seguendo una nuova tecnologia americana, l'azienda rapidamente si afferma sul mercato diventandone leader. Quando l'ing. Innocenti viene assunta è già unamultinazionale con 350 dipendenti ed ora sono circa 900. In quel momento si lavorava ad una certificazione per l’export con requisiti stringenti in quanto il macchinario in oggetto è sostitutivo di una funzione vitale. Per ottenere questa certificazione occorremettere in conformità una parte della produzione aziendale e il ruolo che le viene affidato è quello di Test Engineer, ovvero quella figura professionale preposta alla progettazione di test per validare parti meccaniche, elettroniche, materiali, etc. al fine dicertificazione un determinato processo aziendale.

Dopo circa tre anni l’azienda si ristruttura e l'ing. Innocenti inizia ad occuparsi del test dei prodotti, inizialmente con un team composto da sole cinque persone, che si amplia sempre più fino ad arrivare nel 2009 a contare circa 90 test engineers. In questo momento dell'evoluzione professionale e di carriera avviene l'incontro con il coaching su proposta della funzione Risorse umane. Grazie al coaching è stato possibile per lei superare una fase lavorativa delicata nei rapporti interpersonali, prendendo decisioni nette, ma fondamentali per il proprio sviluppo.

"Come definirebbe il leader?", viene chiesto da uno studente. “Leader è colui che guida la danza”. E’ colui il quale è flessibile e si adatta alla visione strategica, che pensa a lungo termine.  "Qual è stata la qualità determinante - chiedono ancora dal pubblico - per il suo successo professionale?" "La flessibilità". Perché le cose cambiano molto e molto in fretta ed essere rigidi esclude o autoesclude dal progresso e dal cambiamento. Possiamo definire flessibilità come disponibilità: disponibilità all’ascolto, a mansioni differenti, etc. E infine:"Come interfacciarsi con persone altamente resistenti al cambiamento?" Con l'ascolto. L’ascolto che consente di capire cosa porta l’altra persona ad essere ferma sulle sue posizioni (cosa sente, qual è il suo background, etc.). 

Marina Innocenti ospite nella Residenza Universitaria Torleone a Bologna