Pietro Cassani

Direttore Generale Gruppo SACMI – 5 ottobre 2015

Davanti agli occhi di bambino le storie del padre ingegnere della SACMI sono un modello, un’aspirazione e una meta che lo porteranno, con il passare degli anni, a studiare e lavorare lontano dalle vie di Imola. Pietro Cassani investe negli studi di Ingegneria Meccanica tutte le sue forze riuscendo a laurearsi con lode. La sua carriera è segnata fin dagli inizi da due svolte che hanno cambiato per sempre la sua vita! Essere un leader: coraggio, fiducia, rischio, lavoro di equipe, strategia … sono parole che nella voce di chi le ha vissute passo dopo passo, prima decidendo, dopo aver perso ingiustamente la prestigiosa borsa “Belluzzi”, di entrare nel mondo del lavoro prima a Hong Kong e poi alla SACMI come Area Manager, e poi di mollare tutto per entrare alla SDA della Bocconi milanese conseguendo un master in Business Administration, prendono vita. Ci racconta di come diventare un leader e guidare un’azienda nel mercato internazionale verso l’innovazione sia, come insegnava il medico e amministratore delegato che lo assunse nel 2000, pari a curare una persona. L’Azienda deve essere analizzata e bisogna circondarsi di uomini di fiducia capaci di creare un lavoro di squadra attorno alla figura del leader che deve essere amato e ascoltato e allo stesso tempo deve saper ascoltare. Noi ci chiediamo: come diventare leader? Non è affatto semplice, ci vuole esperienza e incontri con “guide” che ci aiutano a definirci, non basta il carisma innato. Il Leader è quell’uomo o quella donna che ha un sogno o una visione e, cosciente dell’opportunità che ha davanti, con coraggio e energia la insegue sia nel rischio sia con responsabilità riuscendo a coinvolgere un gruppo di uomini pronti a raggiungere la meta, consapevoli dei limiti e delle potenzialità ma pronti a non mollare mai. Alle nostre domande su come sia la vita di un manager ci risponde che ci vuole equilibrio e non tanto super competenze, o dedizione esclusiva al lavoro: l’equilibrio e la fermezza uniti ad una vita sana e dedita anche alle proprie passioni e alla famiglia è ciò che porta un’Azienda intessuta nel territorio in cui sorge e sostenuta dalla Storia di uomini e generazioni che la fondano sui valori della mutualità a essere stabile e proiettata al futuro. Sono i fattori “soft” (soft skill) che contano davvero e non lo stipendio o il fatturato. Non ci vogliono “cittadini del mondo” (come diceva Seneca) ma uomini con delle radici solide che sappiano crescere per vedere lontano. Pietro Cassani conclude il suo incontro quando le curiosità di noi giovani si erano ormai saziate citando “L’Idiota” di Dostoevskij: non importa la meta che ci si pone di raggiungere, il momento più bello e che dà senso al nostro agire e alla nostra esistenza è l’istante in cui, poco prima di realizzare il nostro sogno, come Colombo alla vista delle coste della Nuova India, capiamo di aver seguito noi stessi avendo dato voce alla volontà che ci gridava di andare avanti!